In ogni caso fu l'inizio dello studio di discipline meno corporee e più vibrazionali: fu l'incontro con quelle che si possono definire psicologie energetiche; con l'incredibile mondo della comunicazione diretta con la parte inconscia e super conscia; con strumenti che mi aiutarono a riconoscere e sovrascrivere le credenze limitanti che impedivano la mia piena realizzazione.  L'esperienza si trasformò nel contributo allo sviluppo di percorso che prese il nome di Frequenze Vibrazionali, in cui ebbi anche l'onore e l'onere di riprendere in mano due mie grandi passioni: l'insegnamento e la Medicina Tradizionale Cinese. Anche quel capitolo si chiuse nell'ottobre del 2021, con un misto di profondo dolore e inaspettato sollievo, ma ancora non vedevo che un immenso portone si stava aprendo.

 

All'incirca nel mese di dicembre del 2020, infatti, una cara amica-sorella mi fece provare un trattamento che, dall'alto della mia esperienza ventennale di pratica e formazione, giudicai con un: "boh, non mi pare un granché". Poco meno di un anno dopo frequentai il primo corso base per apprendere proprio quella tecnica e diventarne operatrice; un anno dopo ne divenni facilitatrice, quindi con l'autorizzazione ad insegnarla ad altre persone. A volte i colpi di fulmine arrivano a scoppio ritardato.
Quest'ultima parte è il riassunto del mio incontro con
Access Consciousness e i suoi infiniti, magici, strani, amati e odiati strumenti per "rendere le persone consapevoli di ciò di cui sono consapevoli". Mi lasciai travolgere dall'ondata di entusiasmo e mi buttai a capofitto nella partecipazione a classi che mi diedero la possibilità di vivere esperienze di crescita molto, molto intense... anche quando sembrava che tutto stesse fermo.

Tutte queste esperienze olistiche e imprevedibili sono bilanciate da una mente estremamente razionale e organizzata: da vent'anni anni gestisco l'amministrazione di diverse associazioni; mi occupo di GDPR; ho sviluppato una divertente competenza da editor che mi fa sgamare un errore ortografico a distanza di un metro; ho potenziato le mie capacità organizzative, mettendo al servizio degli altri il mio occhio strategico da giocatrice incallita di Tetris; ho tanta, tanta pazienza nel guidare le persone a svolgere procedure noiose e articolate, tipo iscrivere la propria associazione al mitico RUNTS (da me ribattezzato sgrunts) oppure le faccio al posto loro.
Anche questo è multipotenzialità.

 

Potevo forse farmi mancare il volontariato? Ovviamente no. Dall'età di vent'anni circa sono donatrice di sangue; dal 1996 al 2004 ho prestato servizio presso la Pubblica Assistenza Croce Bianca Città di Bergamo nel ruolo di soccorritrice in ambulanza e centralinista; nell'aprile del 2011 ho donato il midollo osseo a uno sconosciuto gemello genetico.
Ebbene sì: da qualche parte nel mondo ora c'è un adolescente di nome Gabriele che si porta a spasso il mio sistema immunitario e il mio gruppo sanguigno (ovunque tu sia, pulcino mio: le emozioni della donazione sono sempre con me... Tu sei sempre con me). Quella donazione ha dato il via alla cura più incredibile per la mia timidezza: ha infatti rappresentato l'inizio del mio volontariato attivo in ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo), grazie al quale ho raccontato la mia esperienza a bambini, adolescenti, medici, infermieri, militari, amici, parenti fino al decimo grado e a qualunque persona abbia voglia di scoprire quanto sia prezioso donare una Speranza di Vita ad uno sconosciuto.

La prima classe di specialità che frequentai dopo la prima classe Access Bars si intitolava Talk to the entities - Parlare con le entità; poi arrivò la Fondazione (la prima di varie) e tante, tante serate di chiarezza, chiamate, challenge di durata variabile, condotte da altrettante facilitatrici certificate, ognuna con la sua personalissima e brillante energia. In tutto questo arrivò lei: la classe di 3 giorni sul Corpo. Ancora la mente non lo sapeva, ma il corpo aveva già la consapevolezza che quella classe sarebbe stata La Soluzione a una fastidiosa malattia che mi accompagnava dall'adolescenza: l'asma. Prima o poi nel blog approfondirò l'argomento.

 

Poiché, da brava cancerina, sono avvezza ai colpi di fulmine, potevo forse farmi mancare un'altra novità, un'altra passione per uno strabiliante strumento utile a sondare i misteri del cosmo e trovare la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto?  La risposta non è solo UN numero in particolare (lunga vita al 42), ma un intero sistema di lettura dei numeri: nel 2022 è nato infatti l'amore per la Numerologia Pitagorica e gli Archetipi. Questa fase è ancora work in progress: approfondirò l'argomento al termine del terzo livello, che sto frequentando in questi primi mesi del 2024.

 

Questo è il riassunto degli ultimi 25 anni, che possono essere inclusi in una sola parola: multipotenzialità.
Da quando, grazie alla mia coach, ho scoperto che questi numerosi entusiasmi e innamoramenti non erano indice di superficialità (anzi: l'esatto opposto), sto contemporaneamente dando sfogo e mettendo ordine alle innumerevoli competenze acquisite, per offrire ai miei gaudenti un'esperienza multisfaccettata, brillante e mai noiosa.

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Shakuntala Tiziana Riva

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L'Oasi di Shakuntala

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L'idea di questo nome per il mio studio olistico nasce da un'immagine che appartiene un po' all'inconscio collettivo: un deserto arido, il sole che picchia, la sabbia che sembra non avere fine e, all'improvviso, la sorpresa di trovare acqua, ombra, vita. Un piccolo ecosistema capace di nascere e prosperare proprio lì dove sembrava non esserci nulla.

 

L'Oasi di Shakuntala nasce con lo stesso intento: essere uno spazio di nutrimento, di pace e di silenzio, ma anche di ascolto, esplorazione, rigenerazione e cambiamento. Un luogo in cui potersi fermare abbastanza a lungo da sentire cosa sta succedendo dentro, senza doverlo immediatamente spiegare, aggiustare o trasformare.

 

Vi accolgo in uno spazio nel quale mi piacerebbe che poteste sentirvi liberi di respirare, di ridere, di piangere, di fare domande e di lasciarvi sorprendere da ciò che emerge. Uno spazio in cui esplorare e accogliere le vostre emozioni, ascoltare il corpo e concedervi il tempo di incontrare parti di voi che magari, nella vita di tutti i giorni, non hanno molto spazio.

 

Senza giudizio esterno, ma soprattutto senza quel giudizio interno che spesso sa essere il più severo di tutti.

 

Questa è la mia Oasi: non un luogo in cui dover essere diversi da come siete, ma uno spazio in cui poter semplicemente essere, ascoltare e scoprire cosa diventa possibile quando vi date il permesso di farlo.

 

Benvenuti.

Mettetevi comodi. L'Oasi accoglierà anche voi.

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